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L'alleanza vincente per salvare le foreste toscane

Operativa la nuova legge regionale sulle politiche forestali per tutelare la biodiversità, unire pubblico e privato nella gestione del bosco

FIRENZE — Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato la nuova legge regionale sulle politiche forestali che contrasta abbandono ed inselvatichimento delle foreste toscane e crea le comunità di bosco, pubblici e privati coinvolti assieme nella manutenzione del patrimonio boschivo toscano. Un patrimonio che ricopre il 53.2 per cento del territorio regionale con 1 milione e 200mila ettari di foreste. 

"Il coinvolgimento delle categorie e degli operatori deve avvenire a partire dai 100 mila ettari di proprietà pubblica per i quali gli enti interessati, dall'Ente Terre toscane alle Comunità montane, potranno presentare un piano di coltivazione", ha detto Rossi. "Dobbiamo inoltre aumentare gli operatori forestali. I 350 di oggi sono troppo pochi. Dobbiamo arrivare almeno a 500 addetti. Nei prossimi mesi, stileremo un piano strutturale sui boschi toscani. Valuteremo se le risorse vanno del prossimo settennato dei fondi comunitari ed aiuteremo in particolare le imprese già dinamiche e produttive".

Il bosco è un vero tesoro della cui salute si occupa il Rapporto sullo stato delle foreste in Toscana presentato in un partecipato convegno dallo stesso Rossi e dall'assessore alle politiche della montagna Marco Remaschi. Il bosco, si legge nelle 160 pagine del rapporto, oltre a essere un tesoro di biodiversità composto da distese di querce, castagni, lecci e faggi è anche una risorsa economica che solo nella filiera del legno coinvolge 13mila aziende e occupa 13mila addetti.

E tra i tesori dei boschi toscani da non salvaguardare non c'è solo il legno ma anche i prodotti del sottobosco, marroni, castagne, funghi e tartufi, una vera ricchezza per intere aree della Toscana.


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